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Il contratto di locazione a canone concordato si caratterizza, rispetto al contratto a canone libero, per alcune “significative” agevolazioni fiscali, che ora andremo ad esaminare, in linea generale.

Se non siete “ferrati” sul contratto di locazione a canone concordato, Vi invito a leggere i miei precedenti contributi sul tema: introduzione e canone e durata.

Ciò detto, soffermiamoci sulle questioni fiscali.

È vero che la legge di stabilità 2016 ha previsto riduzioni per TASI e IMU?

Sì, esatto. La legge di stabilità 2016, commi 53 e 54, ha previsto la riduzione della base imponibile per il calcolo delle imposte in questione da 100% a 75%. Sostanzialmente, si tratta di una riduzione pari al 25%.

Quanto si paga di imposte?

La risposta è: dipende, dalla tipologia di proprietario e dalle opzioni scelte dal proprietario.

In questa semplice tabella cercheremo di indicare le possibili ipotesi

Reddito del proprietario

Persona fisica che ha optato per la cedolare secca

Aliquota ridotta al 10% (fino al 2017)

Persona fisica che non ha optato per la cedolare secca

Aliquota ordinaria IRPEF

Imprenditore o professionista

I canoni di locazione costituiscono reddito d’impresa o professionale

Sono previste ulteriori agevolazioni?

In realtà sì. Mi riferisco ai cd. “comuni ad alta tensione abitativa” (es. Roma, Napoli ecc).

In questi casi, il reddito imponibile del proprietario (ovverosia la base sulla quale saranno calcolate le imposte) viene ridotto del 30% ed è parametrato al valore maggiore tra:

  • La rendita catastale rivalutata (ossia il valore che risulta da una visura catastale, con applicazione dei coefficienti di rivalutazione)

  • I canoni percepiti

Vi invitiamo a seguire il blog, per eventuali approfondimenti in materia.

L’immagine del post è stata realizzata da Ken Teegardin, rilasciata con licenza cc.

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